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Messaggio
È un’autentica gioia stare, anche tramite il bollettino annuale, nella famiglia del Seminario come laici aderenti al Movimento internazionale Serra club che ha come carisma il sostegno amichevole alle vocazioni religiose e sacerdotali, con una particolare attenzione ai cammini dei giovani alla ricerca di senso.
In quest’anno particolare in cui si ricordano i 300 anni dell’attuale sede del Seminario Vescovile, cenacolo di preghiera e di speranza, luogo di confronto e di crescita culturale ed umana, il pensiero sorge spontaneo nella domanda: “Quale apporto abbiamo dato, in che ambito abbiamo testimoniato la nostra fedeltà laica, quanta attenzione abbiamo suscitato nel territorio diocesano ed oltre per essere eco della Bellezza della vocazione?”
Il Serra club di Aversa è stato riconosciuto legalmente con una charter consegnata il 3 febbraio 2001 dal Board internazionale, ci siamo strutturati dopo l’approvazione del Vescovo Mario Milano il quale ha vivamente sostenuto l’opera formativa degli amici laici come insegnanti volontari dei ragazzi ammessi all’anno propedeutico per le materie umanistiche. Il neonato consiglio di classe ha avuto l’onere e l’onore di seguire personalmente tutti e ciascuno dei seminaristi, conoscendo le loro storie familiari, i loro interessi scolastici e culturali, il loro mondo che via via prendeva forma nel convincimento della strada giusta.
In venticinque anni, (questo sarà il nostro giubileo), abbiamo accompagnato con affetto crescente la loro vita in Seminario, da amici che in ogni momento si rendono disponibili in tutto ai bisogni affettivi, relazionali ed anche economici nel percorso di discernimento. Ad oggi, tutti quei giovani un po’ timidi, esitanti ma speranzosi, avendo concluso gli studi accademici, sono sacerdoti e parroci. Loro son cresciuti, noi ci siamo attempati…
Il forte desiderio di condividere l’entusiasmo di questa vita bella in Seminario ci ha indotto a promuovere molte occasioni culturali affinché’ questo luogo solenne ed austero fosse conosciuto maggiormente, non solo come sede di spiritualità ma soprattutto come centro culturale di massima importanza. Tra tutte mi piace ricordare gli anni dello studio della Lauda aversana, singolare opera letteraria della nostra Diocesi risalente al XV sec che è divenuta rappresentazione teatrale curata da attori professionisti e non che si sono cimentati nella lingua rinascimentale. Il pubblico che ha affollato la sala Guitmondo ha sempre espresso vivo gradimento e questo genere letterario a molti sconosciuto è divenuto materia per convegni di alto profilo.
Ricordo che il Vescovo Chiarinelli, in un convegno tenutosi a Viterbo presso il monastero di Vitorchiano, sottolineò il ruolo del servizio laico degli amici serrani come “educatori di umanesimo e studiosi ricercatori di manoscritti” perché la formazione sacerdotale e religiosa non può prescindere da un dignitoso bagaglio culturale ed una profonda consapevolezza della storia diocesana. Non abbiamo sottovalutato l’importanza della Biblioteca Paolo VI, che conserva preziosi testi ed alcune fondazioni librarie, ci siamo caricati l’onere di varie pubblicazioni sulla storia del Seminario e della Biblioteca, ricevendo l’onore di averne stimolato la curiosità della loro conoscenza in tanti ambiti sociali.
Con il concorso scolastico nazionale promuoviamo la Bellezza della vocazione, diffondendo negli Istituti di ogni ordine e grado delle tracce di svolgimento che esaltino l’indole creativa dei ragazzi, con un gruppo di docenti oramai fidelizzati dopo vent’anni e più di lavoro didattico portiamo in Seminario tanti bambini, tanti giovani che con le loro voci squillanti mettono allegria e buonumore.
Attraverso i corsi di formazione letteraria e filosofica, da insegnanti ancora interessati alla scuola ed alle sue dinamiche, ci facciamo strumento operativo per accendere nel Seminario, sul Seminario la lampada della cultura e delle buone pratiche di una vita cristiana, suggeriamo che “ nell’oltre”di una vita scialba e mediocre c’è una Bellezza ed una gioia che rendono autenticamente coraggiosa e rivoluzionaria la scelta dell’Amore: “uomini capaci di seguire Cristo senza ripensamenti, di vivere e lavorare solo ed esclusivamente per Cristo crocifisso e risorto”, secondo l’insegnamento di san Paolo nostro patrono. Molto spesso ci viene fatta la domanda: “Perché ti ha così conquistato il carisma serrano”?
Dopo aver rinnovato la narrazione della vita missionaria di San Junipero Serra apostolo delle genti in California ed in Messico, evangelizzatore coraggioso e tenace, santificato da papa Francesco il 23 settembre 2025 a Washington ed aver donato un’illustre biografia curata da don Arturo Alcantara Arcos, sacerdote messicano che vive nella Diocesi di Aversa, che ha ritrovato manoscritti e lettere nell’Arcidiocesi di Moreila attestanti la difficoltà dell’evangelizzazione in terre pagane, di solito invitiamo gli occasionali conoscenti a visitare il Seminario, nonché il Museo diocesano, che per tanti ancora è una sorpresa! Raccontiamo che è un privilegio avere la sede del nostro club in Seminario, che è sempre piacevole stare con i giovani sacerdoti ed i seminaristi, che dopo tanti anni è diventata “casa comune”, luogo di affettività e di corresponsabilità.
Ed ancora: “le esigenze della messe di Dio sono tante, c’è bisogno che cresca il senso ministeriale di tutti i membri del popolo di Dio. Significativi sono i doni e i compiti di cui sono investiti soprattutto i laici nella pastorale vocazionale “(San Giovanni Paolo II). La festosa ricorrenza dei 300 anni del Seminario la sentiamo anche nostra, abbiamo a cuore la sua vitalità e preghiamo perché abbia sempre giovani che entrino e chiedano di essere accompagnati nel cammino di discernimento. E, con san Junipero, “sempre avanti con gioia ed entusiasmo”, tanti auguri caro Seminario…
Maria Luisa Coppola
Past. Presidente Nazionale Serra Italia
