INTRODUZIONE

 

La Biblioteca “Paolo VI”, ospitata all’interno dell’edificio del Seminario Vescovile, vide luce tra il 1719 e il 1722.

 

Il Cardinale Innico Caracciolo, con il Sinodo del 1702, promosse la costruzione di un nuovo Seminario con la relativa biblioteca ad uso dei chierici; il Prelato, fu anche autore delle Costitutiones Seminarii Aversani, un “vademecum”, nel cui capitolo VIII, si tratta dell’organizzazione della Biblioteca. Il primo bibliotecario designato fu il canonico Aniello Mastria, rettore del seminario.

BIBLIOTECA DEL SEMINARIO DI AVERSA

I vescovi diocesani e i prelati, nel corso degli ultimi secoli, hanno sempre promosso la vita della biblioteca con nuove acquisizioni di testi a favore del percorso formativo letterario, teologico, filosofico e scientifico degli alunni del seminario.

Tra le figure più illustri ricordiamo il cardinale Giovan Battista Caracciolo, filosofo e matematico, che fu successore alla cattedra di matematica presso l’Università di Pisa, di Galileo Galilei. Alla morte tutti i suoi libri furono donati alla Biblioteca del Seminario. Il canonico De Fulgore, il quale ebbe fama di essere un grande teologo europeo; fra le sue opere più famose ricordiamo l’Institutiones Theologicae ad usum studiosae juventutis. Il canonico Roberto Vitale, autore di tanti studi storici sulla chiesa aversana nonché di una monografia su Domenico Cimarosa.

Al secolo scorso, all’indomani del Concilio Vaticano II, il Vescovo Antonio Cece, promosse il riordino dei testi affidando l’incarico al sacerdote Francesco Russo e avvalendosi della autorevole guida della professoressa Guerrieri della Biblioteca Nazionale di Napoli. Mons. Cece non solo arricchì la Biblioteca con i suoi libri, ma volle che fosse dedicata al Papa Paolo VI; a ricordo di tale evento furono posti un busto del pontefice e una lapide dedicatoria.

L’attuale Vescovo, S. E. mons. Angelo Spinillo, ha proseguito l’opera della valorizzazione della Biblioteca coadiuvato dal direttore mons, Ferdinando Angelino.

La riorganizzazione e la catalogazione, secondo le vigenti norme mediante la piattaforma CeIBib della Conferenza Episcopale Italiana, sono state affidate alla Ditta Alma Mater di Ernesto Russo di Napoli, specializzata nel settore.

Nelle storiche sale, con la volta a botte affrescata e, in quella adiacente, una monumentale fontana in marmo scolpito, sono presenti i fondi principali: il fondo mons. Cece, comprende testi di Storia della Chiesa, di Teologia e della Morale; il fondo mons. Meles, comprende collezioni di autori della letteratura classica e moderna; Il fondo mons. Spinillo, comprende, soprattutto, opere di carattere storico, artistico e geografico. Tra gli altri fondi presenti nella biblioteca si menziona il fondo del Cardinale Sepe: costituito da cinquemila volumi, principalmente di Diritto Canonico e cultura generale.

Nei locali, una volta adibiti ad uffici dell’ex Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Paolo” e del già Liceo Ginnasio paritario “Innico Caracciolo” sono presenti: una emeroteca, ove si possono trovare collezioni di riviste e volumi di carattere storico e narrativo.

Una delle ultime acquisizioni è il fondo proveniente dalla Biblioteca del Seminario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), in Trentola Ducenta, ricco di testi antichi, manoscritti (cinquecentine e seicentine), da svariati argomenti.

La biblioteca “Paolo VI” custodisce, inoltre, tra il suo ricco patrimonio librario, una pergamena della Chiesa aversana del XII secolo contenente un rogito notarile del 1146 da parte di Guglielmo, principe di Capua e duca di Napoli; il Decretum Gratiani; un dono di Leone XIII della sua Enciclica De Arcadiae Laudibus; la Bibbia Poliglotta di Londra tradotta dal pastore anglicano Brian Walton;  la prima edizione delle Costitutiones Seminarii Aversanii; ed infine due incunaboli: un commento di Pietro Marso all’opera di Silio Italico De Bello Punico e la traduzione latina di un testo persiano scritto da Giafar Abu Masdhar dal titolo Kitab al-Qiranat.

Dio non è lontano da noi, è il respiro che ci anima, la scintilla silenziosa che guida i nostri passi, anche quando non ce ne accorgiamo.”

–  Don Sebastiano

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